Le Dee
Afrodite
 



 

     




     




   




     
Le stagioni Estate  
dipinto
Al fin arrivati
e non è ancora tutto
dipinto stagioni
Esplorazioni
di emozioni

Il bosco magico
in ogni stagione
     
I Temperamenti    



     
     
     
Il Colore Vissuto    
il Blu è...    
Te l’ho detto? Te l’ho detto mai cos’è il blu per me?

Io l’ho scoperto questa sera, questa sera che sono venuta qui,
questa sera che qui, un po’ profuga, un po’ felice, un po’ confusa,
sono venuta alla mia prima lezione del corso dell’arcobaleno.
E ho scoperto che il blu,
il blu, per me,
è il colore di un ricordo,
il colore di un dolore,
la sfumatura di un sogno,
il sottofondo di una vita.

Nel blu:
mio padre che mi dà uno schiaffo mentre sono al mare, a litigare con mio fratello;
la coperta che ha accolto cucciolo il mio gatto;
le scarpe scollate di Luisa in Scozia,
e della Scozia il cielo senza fine.

Di blu:
la profondità del mare,
le telefonate di Vitor dal Brasile,
e quelle a te nel cuore della notte.
La gente che mi vuole bene.
Le lacrime, i sorrisi, l’allegria di questa mia vita un po’ allo sbando, un po’ sparsa,
alla ricerca disperata di un centro.

Con il blu:
il colore degli occhi di Massimo.
Il colore dei tuoi occhi.
Soprattutto: il colore dei tuoi occhi.

Blu sei tu che non ci sei più.
Soprattutto: tu, che non ci sei più.

Luce. Al fondo c’è la luce.
Ma prima? Cosa c’è prima?
Com’è che i sentimenti nascono, si fondono, si trasformano?
Com’è che dentro,
dentro,
non c’è inizio,
non c’è fine,
ma solo andare?
Solo, continuare?
Resistere.

Come una mano che passa sui ricordi.
Come una mano che quei ricordi sappia prenderli,
fonderli, trasformarli.

Una voce. Una mano.
Presenze che si trasformano.
La tua voce che continua dentro,
che riprende, trasformandola, quella di mio padre.
Verso la luce.
Fino alla luce.
Forse oltre, chissà.

È come se il buco,
un buco,
fosse dentro.
E si apre, si contrae,
respira, si dilata,
prende, prende e prende.

Dicevi che non basta venire al mondo,
per nascere.
Dicevi che si arriva ad un punto,
un punto,
in cui si deve,
è necessario nascere psicologicamente, anche.

Il mio regalo: averti incontrato.
Continuare a portarti dentro, anche se ora,
per ora,
non ci sei.

Ritrovarti nel blu che respira,
nella luce che intravedo,
in queste parole che leggo qui, ad alta voce,
a gente che non sa che sono scritte per te.

Il mio regalo: tornare a te,
dopo la luce.

Valeria Q., 2004


La luce è il dono di questo blu

Il gesto è circolare, sempre circolare
E stringendo… vedrai!
ci arriverai al centro,
al chiaro, al bianco velato d’azzurro.
La luce al centro,
come se fosse una legge.
Nel mio centro c’è la luce,
mi devo fermare per darle la possibilità di espandersi.
Ma il mio blu tutto attorno rimane, non si dissolve,
è un grande regalo di testimonianza…
E la promessa di poterci tornare dentro,
come un sigillo di complicità.

Giovanna, 2000


il Giallo è...

Ritrovarmi nel giallo.

Questa volta non sei tu, né mio padre, né la voce di nessuno.
Questa volta ci sono io.
Io di luce e di salti.
Io nel ritmo di me stessa,
della musica che ho dentro,
della vita che chiede vita.

Sono donna.
Sono forte.
Sono bimba.
Sarò madre.

Nel mio giallo c’è il calore di me che voglio andare,
che forse vado già, senza fardelli, nel mondo.

Ballando.
Saltando.
Ridendo.
E con le braccia cariche di mele
Profumate di torta e di energia.

Sempre, quindi mai.
Quindi che è giusto un mondo di ingiustizie.
Che è giusto che un padre possa rubare alla figlia il diritto al giallo,
il diritto al sole,
il diritto all’amore perché è amore, e basta.

Sempre. Quindi mai.
Quindi che è giusto che ci sia una donna che paghi
Perché si è fatta schiacciare
Quindi che è giusto che quella donna pianga,
anche se è mia madre.

Sempre. Quindi mai.
Dico bugie? Percorro mie strade? Seguo destini scelti da me?
Sempre. Quindi mai.
Che posso perdonare, superare, dimenticare, forse?
Sempre. Quindi mai.

Valeria

Il giallo mi porta fuori di testa

Fuori dalle regole
Sono paralizzata, sono agitata
Mi oppongo
Sono imprigionata
Il giallo è un’illusione
E’ un miraggio nel deserto
E’ tutto e il contrario di tutto
Pensa di sfuggirmi ma io lo acchiappo
E’ un falso amico
Mi fa sentire folle
Provo un enigmatico benessere
Una schizofrenica allegria.

Valeria P., 2004


il Rosso è...
Il sangue e il palpitare più veloce del mio cuore fino a farmi scoppiare dentro

in un'esplosione di emozioni.
Il catturarmi.
Uno scoppio.
Un tamburo che suona forte.
La passione che non si contiene.
La rabbia fulminea e veloce che poi un attimo, diventa dopo Verde.
La paura di essere risucchiata.
Un'energia forte e incontenibile verso la vita.

Cristina Z., 2000


il Verde è...

Una conquista lenta e faticosa. Non lo sento ancora mio.

E’ una strada lunga che va per tentativi ed errori.
Il giallo a volte è troppo invadente ma il blu ha pazienza e gli perdona la sua giovane irruenza...
Saprà assorbirlo, ammorbidirlo e si trasformeranno.
Forse è proprio la perdita del controllo, il segreto?
Solo con una poderosa accoglienza può avvenire il miracolo.
Poderosa però, perché sennò soccombe…
Accogliente però, sennò oppone resistenza e rifiuta.
Solo permettendosi di perdere qualcosa si può ricevere!

Annarita, 2002

l'Arancione è...
Un sole caldo,

un pieno dentro il petto.
Sale dalla schiena alle spalle che si gonfiano
E divento sempre più grande e pesante, solida!
Diritta!
Arancione erano le ballerini indiane dei miei quindici anni;
il primo colore che ho osato,
le belle arance delle feste,
una risata e un giro di giostra
su una bella foglia lucida, verde, come nelle fiabe, su uno stagno,
sospesa nel vuoto
ma così solida.

Lucia, 2005


Per me l’arancione è l’istinto,

una danza tribale che mi mette in contatto con tutto ciò che è naturale.
Non è più l’ansia di arrivare subito,
di raggiungere immediatamente l’equilibrio,
ma è il lavoro quotidiano
fatto di piccoli passi, consapevoli,
di arrivi a piccoli traguardi e del compiacimento di averli raggiunti.

Per me l’arancione sono i colori dell’Africa;
è il calarsi nella tristezza e il risalire nella gioia di vivere;
è l’altalenarsi delle emozioni
e il non sentirsene sopraffatta.
E’ la calma e la serenità.
La consapevolezza che ci vuole il suo tempo per raggiungere la pienezza.

Eva, 2004


il Viola è...
Il viola è per me tormento dell’anima

Incertezza del vivere,
silenzio della solitudine,
inquietudine.

Il mistero nascosto dietro un velo,
è una danza senza musica mossa
solo da un vento forte come un turbine che mi porta nella malinconia.

E’ anche fatica di raggiungere la giusta tonalità,
le sfumature dell’anima.

E’ la ricerca dell’armonia
Nella giusta fusione dei colori.

Alessandra, 2004


Entrare dentro un sogno,

sentire la polvere della magia…
cospargersene…
rotolarsi dentro le nuvole e
rimanere sospesi:
sentire l’argento della sera sopra i piedi e…
raccogliersi dentro una stella.
Soffiare in alto i propri segreti,
accarezzarli
e vederli sciogliere.
L’incenso… guardare le forme che crea,
scoprire che segue un ritmo
che può essere il tuo,
rapirlo e
coccolare la tua anima nella sua…

Chiara, 2000


Una strega con il cappello a punta in attesa al limitare del bosco.

Un gatto nero, lento e silenzioso come la notte.
Danze tribali rubate all’oscurità.
Un fuoco a riscaldare l’anima
in compagnia di fate e streghe.
Una risata scomposta e sommessa.
Un occhio, vecchio e scaltro, che guida nel buio e attraverso i pericoli.
Un bicchiere di vino a lume di candela.

Viola è la forza potente, oscura, misteriosa,
che trasforma il mio sorriso di bimba disarmata
nel riso profondo della vecchia Baba Jaga.

Valeria Q., 2004


il Marrone è...
Il pulsare della terra

Il caldo e l’umido del bosco in estate.
Il piacere di mescolare senza paura,
la ricerca che diventa scoperta
naturale
senza fatica.
E’ la inconsueta sensazione di caldo e leggerezza insieme,
di solidità e abbandono…
E’ il colore dell’autunno che
prepara e custodisce per l’inverno.
Il colore del legno che è bello da annusare e da toccare
quando è vivo;
quando è vecchio, si porta dietro
tutto il tempo e le sue trasformazioni.
Il colore dietro agli altri…
Sotto la sabbia,
sotto l’erba,
sotto le città
come una rete che ci tiene saldi alla vita?

Lucia, 2005


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